Villains LTD

 

#36

THE CONSCIENCE OF THE EMPEROR

 

Mongolia

Il sole tramonta sulle montagne innevate, mentre protetto da uno dei sistemi d’occultamento più avanzati del pianeta un uomo osserva quello che, nella sua mente, è il suo regno.

Nonostante i favolosi dieci anelli che ne adornano le dita, quelle che si stringono al parapetto del regale balcone sono le mani di qualcuno che scalato le montagne con le proprie sole forze e combattuto dei metallici corpo-a-corpo.

I suoi occhi vissuti osservano la figura in completo viola scuro scendere lentamente, aggraziatamente avvolta da un bagliore dorato, fluttuando alla sua altezza.

-Una vista rimarchevole. Spero di non disturbarla, Mandarino.

-Ammetto di essere un po’ sorpreso. E’ raro ascoltare un inglese che parla in cinese cercando di nascondere l’accento.

-Purtroppo ho ancora problemi con la lingua mongola, ma a mia discolpa ho iniziata a studiarla soltanto questo pomeriggio – risponde Augustus DeCeyt in questa lingua, cavandosela anche meglio che con il cinese.

-Perché non continuiamo la discussione all’interno, “Imperatore del Crimine” ? – propone il Mandarino in inglese.

DeCeyt annuisce, fluttuando a fianco dell’asiatico.

I due iniziano a camminare all’interno dell’installazione, incredibilmente avanzata ma al tempo stesso finemente decorata come un antico castello orientale.

-Ho fatto delle ricerche sul suo conto, Mandarino. E’ vero che lei è un diretto discendente di Genghis Khan ?

-Dubito che lei sia qui per discutere di questioni dinastiche – risponde il Mandarino, che osserva interessato la dorata Chiave dello Zodiaco che DeCeyt stringe nella mano destra.

-Ho sempre avuto un particolare interesse per gli imperi, Mandarino, e sarei deliziato da una discussione sul più grande impero della storia per estensione terrestre… dato che è stato un suo antenato a fondarlo… ma sono costretto ad ammettere che ha ragione. Non sono qui per parlare degli imperi del passato… ma delle conquiste del futuro.

-Lei è un uomo difficile da ignorare, professore – ammette il Mandarino, avvicinandosi alla postazione di controllo di tutti i suoi sistemi di difesa… incredibilmente simile ad un preziosissimo trono, su cui si siede mentre continua a parlare.

-Ma sono certo che capisca, professore, che una persona della mia statura sociale e della mia reputazione riceve continuamente richieste di aiuto e promesse di grandi conquiste. Ammetterò che la sua tenacia e le sue capacità mi hanno impressionato, ma gli anni mi hanno insegnato che certe alleanze non possono funzionare. Non credo che lei possa immaginare quante volte mi è stato detto “Insieme, saremmo invincibili”.

-Con tutto il rispetto, Mandarino, lei non ha idea di che cosa io sia capace di immaginare.

Lo sguardo del Mandarino si fissa sulla maschera inespressiva dell’Imperatore, poi sulla Chiave dello Zodiaco, e di nuovo sulla maschera.

-Sto ascoltando.

-E’ assolutamente innegabile che i cosiddetti “super-eroi” siano, collettivamente, diversi ordini di grandezza inferiori rispetto alle proprie nemesi quando si considerano le capacità organizzative, manageriali, contabili e di segretezza… in parole povere, è innegabile che di norma i “buoni” sono molto meno intelligenti dei “cattivi”. Tuttavia la loro forza maggiore, secondo le mie analisi, è dettata da un’attitudine che normalmente consideriamo uno svantaggio: essi si fidano gli uni degli altri. Di conseguenza, ognuno di essi ha virtualmente accesso alle esperienze degli altri. Per fare un esempio pertinente: Iron Man…-

L’Imperatore si ferma per un istante, osservando come le dita del Mandarino si stringano sul trono e nei suoi occhi brilli una scintilla d’odio.

-Iron Man potrebbe scontrarsi con Wizard ed avere accesso, in tempo reale, a tutti i dati raccolti negli anni dai Fantastici Quattro. Quando uno di essi è minacciato, tutta la comunità tende a muoversi per aiutarlo… se il Laser Vivente attaccasse gli X-Men, questi saprebbero cosa aspettarsi anche senza averlo mai incontrato. Questo è il motivo principale per cui l’ultima alleanza tra le maggiori nemesi dei super-eroi, i cosiddetti “Atti di Vendetta”, non hanno funzionato. Forse controvoglia, forse non sempre, forse pentendosene… ma i super-eroi collaborano.

-Una interessante teoria – risponde il Mandarino accarezzandosi la barba a punta – Ma è possibile per i cosiddetti “cattivi” interagire come farebbero dei super-eroi ?

-Due parole, Mandarino… Villains LTD.

-Hhmmm. Lei è un abile diplomatico, professore. Ma se io non volessi condividere la conquista del mondo con nessun altro ?

-Non è quello che le sto chiedendo, Mandarino. Immagini… la possibilità di avere accesso alle banche dati del Teschio Rosso. Agli studi interdimensionali del Dottor Destino. Alle conoscenze mistiche di Darklady. Alle mie personali abilità diplomatiche, se mi è concesso dirlo.

-Mi sta chiedendo di fidarmi di nazisti e megalomani in armatura, professore ?

-Le sto proponendo di partecipare ad una riunione informale dei più probabili prossimi dominatori del pianeta, per coordinare le nostre attività e ridisegnare il concetto stesso di “conquistare il mondo”. Una riunione di idee ed un campo fertile per le alleanze, senza una struttura centralizzata. Una sorta di G8 dei “super-criminali”… un V8, per mancanza di un termine migliore.

Il Mandarino si alza in piedi, osservando l’Imperatore dall’alto al basso. Fisicamente potrebbe spezzarlo in due senza versare una goccia di sudore.

-E se io rifiutassi, immagino che questo V8 prenderebbe determinate iniziative per ostacolarmi.

-Molto percettivo da parte sua, Mandarino. Ma non credo che lei desideri combattere nessuno degli altri “candidati”. E forse sta pensando alla possibilità di fermarmi prima che abbia convinto altri potenti alleati…

I due uomini sono faccia a faccia, adesso. Gli anelli del Mandarino si illuminano, così come la Chiave dello Zodiaco.

-Sempre che questo sia ancora possibile – sottolinea DeCeyt con voce decisa.

Gli anelli si spengono, ed un mezzo sorriso si accenna sotto i baffi dell’asiatico.

-Come dicevo, lei è un eccellente diplomatico – risponde il Mandarino, porgendo la mano destra per farsela stringere.

L’Imperatore del Crimine stringe la mano del discendente di Genghis Khan, pensando:

Meno uno”.

 

Yancy Street, New York City

In un magazzino vuoto e abbandonato, le prime luci del giorno si fanno strada dalle finestre rotte. Illuminano molto blandamente una delle pareti, ed anche l’uomo in costume nero che vi si sta appoggiando. Si porta una sigaretta alla bocca.

-Volevi parlare o no, Shades ? – chiede Switch, il cui accendino illumina la figura tetra avvolta dall’impermeabile di pelle nera.

-Ti fidi di me, Switch ?

-Oh sì certo, come no. Hai provato ad ammazzarmi una mezza dozzina di volte, mi hai mentito ogni volta che hai aperto bocca ed usato per qualunque schifezza non volessi fare da solo… darei la mia vita per te – risponde il teleporta, rendendo assolutamente chiaro dal tono di voce di pensare l’esatto opposto.

-Sto parlando seriamente, Freeman. Ho bisogno che tu ti fidi di me, altrimenti siamo entrambi morti…o almeno, io lo sono metaforicamente parlando.

-Non sono dell’umore giusto per i tuoi giochi mentali del cazzo, Shades, il mio capo ha appena ammazzato un mio amico davanti ai miei occhi !!!

-Lo sai che cosa abbiamo in comune io e te, Switch ?

-Non ricominciare con le vecchie stronzate sul potere delle ombre…

-Siamo gli ultimi due membri fondatori della Villains LTD – scandisce chiaramente Shades, facendosi scappare l’accento tedesco come fa solo quando è frustrato.

-Marasso e Turbine sono morti e Pathfinder non si ricorda niente prima della settimana scorsa, okay, e allora ?

-E allora siamo gli unici che si ricordano di aver vissuto la creazione della Villains LTD. Gli unici ad aver conosciuto DeCeyt quando era solo un professore del New Jersey… ti sei mai chiesto come abbia fatto nell’arco di due mesi a creare una base di mercenari piena di tecnologia avanzata proprio sotto Fort Knox ?

-Aveva detto di aver usato i soldi guadagnati in tutti gli anni in cui aveva organizzato il crimine del New Jersey, oltre ai soldi che gli avevamo procurato noi distruggendo la Reflex

-Andiamo Freeman, neanche tu sei così stupido. DeCeyt è un genio, ma non bastano l’intelligenza e i soldi per fare una cosa del genere in così poco tempo… servono agganci potenti, le persone giuste che ti possano coprire le spalle.

-Le avrà comprate – minimizza Switch, soffiando fumo nella direzione dell’uomo-ombra.

Shades aggrotta le ciglia, lasciando che il fumo attraversi la sua forma intangibile.

-O qualcuno le ha comprate per lui. Lo stesso qualcuno che lo ha ricoperto di soldi per rifondare la LTD dopo la retata. Lo stesso che gli ha coperto le spalle dagli intrighi del Consiglio. Lo stesso che si occupa di far tenere la bocca chiusa a tutti i nostri finanziatori corporativi e statali.

-Ma per favore…

-Lo stesso che fornisce a DeCeyt il personale che non può reclutare personalmente. Non dirmi che non ti sei mai chiesto dove trovasse tutta quella gente che fa le riparazioni…

-In effetti mi ero chiesto chi fosse a riempire sempre i frigobar…. Okay, diciamo che me la bevo. Chi copre le spalle a DeCeyt ?

Shades apre la bocca per rispondere, richiudendola un istante dopo. Sembra combattuto sulla risposta da dare, o forse è combattuto sulla decisione di rispondere veramente.

Freeman lo conosce da tanto tempo, ormai, da capire che cosa significhi questa sua esitazione. E’ una situazione che ha già visto altre volte, ed anche se Shades non lo ammetterebbe mai e negherebbe la possibilità che qualcun altro lo capisca, è fin troppo chiaro.

Ha paura, quando risponde:

-La Fondazione Candor.

Switch lo fissa negli occhi… occhiali da sole… aspettandosi una qualche spiegazione. Invece l’uomo-ombra sembra meravigliato dall’aver veramente fatto quel nome, ma la tempo stesso felice di essersi tolto di dosso un peso enorme.

-Chi ? – domanda infine confuso Switch.

-Il più antico ente benefico del pianeta, il terzo più ricco del pianeta – risponde mortalmente serio Shades.

-La beneficenza finanzia DeCeyt !? Stiamo parlando dello stesso Augustus DeCeyt… Imperatore del Crimine, una taglia da venti milioni di dollari sulla testa…

-La beneficenza è solo una facciata. La Fondazione Candor ricicla denaro sporco da più di duemila anni, in una forma o nell’altra… e sono immensamente più ricchi di quanto tu possa immaginare. Immensamente. Hanno collegamenti praticamente ovunque, e negli ultimi decenni hanno avuto una parte nel finanziare tutte le più grandi organizzazioni militari e terroristiche del pianeta… chiunque sia qualcuno nel mondo del crimine li conosce.

-Mai sentiti nominare – alza le spalle Switch, spegnendo la sigaretta premendola contro un portale chiuso.

-La politica della Candor è di aiutare in misura uguale il meglio ed il peggio dell’umanità, nella convinzione che il continuo scontro tra le due qualità porti ad un continuo miglioramento del pianeta… ed una quantità potenzialmente infinita di affari d’oro.

-Come ci è finito DeCeyt in combutta con pazzi del genere ? Voglio dire sì, è un genio, ma perché interessarsi ad un professore del New Jersey ?

-Perché la sua famiglia ha avuto un peso notevole all’interno della Fondazione nell’ultimo secolo. La Fondazione deve averlo visto come un cavallo di razza da sfruttare per eliminare il loro principale concorrente, il Consiglio. E probabilmente temevano che DeCeyt un giorno decidesse di prendere il controllo della Fondazione stessa, immagino…

-Tutto molto interessante, Shades, ma che cazzo c’entra con quello che sta succedendo adesso ?

-Ci sto arrivando. Come immaginerai le Ombre erano parecchio interessate alla Fondazione, ed io fui incaricato di studiarla per scoprire se la si potesse sfruttare per far pendere la sua bilancia dalla parte negativa. Dato che conoscevo già la famiglia DeCeyt, ero l’ideale.

-E cosa hai scoperto ?

Shades si guarda in giro, stringendo i denti. Poi si volta verso un muro, immergendosi per metà nella propria ombra.

-Questo posto non è sicuro per parlarne. Ricordi quel tunnel abbandonato dell’Uomo Talpa che hai scoperto il mese scorso ?

-Porca puttana, Shades, piantala di fare il paranoico e dimmi di che cazzo stiamo parlando !!! Shades ? Shades !!!

Switch sbuffa e si rimette la maschera, essendosi ritrovato da solo nel magazzino abbandonato.

-Odio quando fa così – commenta, prima di svanire in un portale di teletrasporto.

 

Novosibirsk, Russia

A centinaia di metri sottoterra, un uomo in armatura scintillante si alza con difficoltà dal suo trono metallico. Il suo cranio sembra sproporzionato rispetto al piccolo corpo gracile che lo sorregge, e che si muove in modo innaturale come se quel trono facesse parte della sua essenza.

Il Padrone del Mondo e Gorgon distolgono lo sguardo, sebbene gli occhi di quest’ultimo siano già schermati da spessi occhiali da sole. L’Artiglio Giallo non sembra curarsene.

Persino Graviton, uno degli esseri più potenti del pianeta, è costretto ad ammettere di essere affascinato dalla sua imponenza… e di dover generare un piccolo campo antigravitazionale per allontanare una massiccia dose di raggi gamma.

-Sei radioattivo – nota.

-Io sono la Presenza, Franklin Hall. Io definisco la radiazione – risponde l’uomo con voce tonante ed un pesantissimo accento russo.

-Non che mi dispiaccia essere in libertà, sia chiaro, ma perché mi avete portato qui ?

-Abbiamo fatto molto più di questo – interviene l’Artiglio Giallo – Appena hai messo piede in questa base segreta, la mia tecnologia ha iniziato a curare i danni cerebrali causati dalla tecnologia che i Vendicatori hanno usato per rubarti il controllo della gravità…

-Un controllo che ti sto già restituendo a poco a poco .

-Solo uno dei vantaggi dell’essere membro dell’Elite – conclude Gorgon, avvicinandosi lentamente. Anche nel suo modo di muoversi c’è qualcosa di innaturale.

-Ho già sentito belle parole come queste, ma le alleanze tra super-criminali non funzionano mai – risponde Graviton.

-Tutti noi all’interno dell’Elite abbiamo una visione personale di come vorremmo che fosse la Terra – interviene in Padrone del Mondo, ricoprendo la propria armatura bianca con il largo mantello rosso in una posa un po’ teatrale.

-I visionari sono sempre considerati criminali, Graviton. Io ho un sogno…il sogno di una Terra abitata da superuomini radioattivi che sotto la mia guida possano raggiungere l’apice dell’evoluzione umana. Ma neppure un Dio come me può fare tutto questo da solo… no, persino la Presenza ha bisogno di altri visionari, dell’Elite della specie umana.

-Solo una domanda…se tu conquisti il mondo, a noi cosa resta ?

-La Presenza non è l’unico tra noi a desiderare il miglioramento della specie umana. In qualità di Padrone del Mondo, il mio scopo è sempre stato questo… così come l’Artiglio Giallo vuole essere a capo di un governo fondato sulla paura ed abitato da zombie cyborg, e Gorgon vorrebbe impadronirsi della Mano e di tutti gli altri gruppi terroristici per diffondere morte ed anarchia.

-Non vedo cosa c’entri un progetto con l’altro… non finireste con l’uccidervi a vicenda, una volta conquistato il mondo ? – protesta Graviton.

-Senza dubbio, ma tutti i nostri fini hanno un punto di partenza in comune: l’eliminazione di qualsiasi potenziale avversario. Solo i membri dell’Elite del pianeta potranno spartirsi le spoglie della carneficina che verrà – chiarisce Gorgon parlando con voce suadente.

-E secondo te io cosa vorrei farne, del mondo ? – chiede Graviton incrociando le braccia in segno di sfida.

-Esercitare il potere assoluto dando sfogo a tutte più sfrenate le fantasie edonistiche. Potrei offrirti offrirti il Sud America come tuo sterminato harem personale.

-Ci sto – risponde con un ampio sorriso Graviton, aggiungendo – Con chi cominciamo ?

 

Antartide

Insomnia lascia cadere a terra il mantello antiproiettile, asciugando il sudore sulla fronte e guardandosi attorno. La vegetazione è fitta e soffocante, una giungla preistorica perfettamente preservata.

-Avevo sentito parlare di questo posto, ma anche dopo aver conosciuto Madcap si fa fatica a credere ad una “Terra Selvaggia” sotto i ghiacci…

Un piccolo uragano umano sta radendo al suolo tutta la vegetazione, mentre una tempesta di raggi laser scava profondi solchi attorno all’altura rendendola così completamente isolata non solo dal resto del mondo, ma anche dal piccolo angolo di paradiso che la circonda.

-Ci voleva proprio – si rallegra Speed Demon fermando il disboscamento e togliendosi la maschera per respirare meglio in quest’aria opprimente.

-Per toglierti dalla testa il Flagello Nero ? – insiste Insomnia.

-Già. L’avevo presa piuttosto male, ma con il licenziamento di Turbine sono l’unico velocista del gruppo…si aprono un bel po’ di possibilità di carriera, non trovi ?

-Potremmo parlare di qualcos’altro ? – chiede l’assassina con voce insolitamente umana.

-Almeno lui se l’è cavata con poco. Pensa se avessero messo anche nella sua testa tutti quegli aggeggi strani…se non fosse stato per il capo…

-Sembri parecchio fiducioso di un tizio che ha appena ucciso il tuo predecessore.

-Oh, che importa, se la sarà cercata…e poi lui è il capo, noi eseguiamo e prendiamo i soldi. Cosa c’è di meglio ?

Insomnia osserva il Laser Vivente volare in cerchi attorno alla radura spoglia, facendo piazza pulita di tutto ciò che la circonda. E’ un lavoro rapido e preciso, eseguito letteralmente alla velocità della luce.

Il Laser atterra, riprendendo un corpo umano, gonfiando il petto e sorridendo.

-Pensare che in questo posto faremo la storia del crimine !

“Eravamo anche noi così ?” si chiede.l’assassina, stranamente malinconica.

Lei si era unita alla Villains LTD subito dopo la sua formazione, affidando tutta la propria fiducia e le proprie speranze ad un uomo che aveva appena incontrato. Perché il Laser Vivente e Speed Demon avrebbero dovuto dubitare di Augustus DeCeyt, del resto ? Dovevano a lui la propria umanità. La propria vita. I propri guadagni. I propri sogni.

Non c’era davvero limite a ciò che quell’uomo poteva pretendere da lei, in cambio di quelle stesse cose ? Poteva dimenticare l’ordine di assassinare Pathfinder, o il grido di dolore di Turbine ? Era stato un suo amico. Un suo compagno. Un suo amante. DeCeyt lo aveva bruciato vivo, ed ora lei era ancora ai suoi comandi.

-Un lavoro eccellente, signori – si congratula l’Imperatore del Crimine apparendo in un bagliore di luce dorata, la Chiave dello Zodiaco ben stretta in pugno.

-Non ci ha ancora detto a cosa le serviva questo posto – nota Insomnia.

-La Terra Selvaggia non è soggetta alla giurisdizione di nessuno stato sovrano, miss Insomnia. Questa è terra di nessuno, la nuova frontiera, la cima del mondo da cui dirigere l’umanità.

-Ah…credevo che fossimo sul fondo della Terra ? – chiede confuso il Laser Vivente.

-Volgari differenze di punti di vista, signor Park. Ho riflettuto a lungo sulla posizione del nostro prossimo Quartier Generale, ed ho capito che la Terra Selvaggia è il punto più logico da cui dirigere le nostre operazioni. Ha un solo, insignificante difetto…nonostante non appartenga a nessuno, i maggiori poteri del pianeta lo tengono sotto costante vigilanza per evitare che qualcuno faccia esattamente ciò che progetto di portare a termine.

-Allora perché attirare la loro attenzione ? – domanda Insomnia.

L’Imperatore del Crimine solleva la Chiave dello Zodiaco, lasciando che il suo affascinante bagliore celeste illumini il suo casco metallico.

-Perché non potrebbe importarmene di meno.

I criminali amerebbero una spiegazione per questa enigmatica risposta, ma non aprono bocca avvertendo il terreno tremare sempre più forte. Né osano proferire parola quando di fronte ai loro stessi occhi increduli dalla terra e dall’aria stessa iniziano a formarsi blocchi di pietra, strutture d’acciaio, fili, cavi, ricevitori…

Come una gigantesca pianta rampicante, una nuova struttura nasce dal fango. Piano su piano, livello su livello, mattone dopo mattone, in meno di un minuto davanti ai loro occhi si staglia incrocio tra un tempio ed un anonimo complesso di uffici.

Alla fine della costruzione, l’aria attorno alla base si solidifica in una magnifica piramide di metallo argenteo. Su di un lato si imprime una lettera alta più di cinque metri, in uno scintillante colore viola…V.

-Signori e signora, vi presento il nuovo Quartier Generale della Villains LTD – annuncia con voce monotona l’Imperatore del Crimine.

Mentre il Laser ed il velocista osservano a bocca aperta il magnifico monumento al crimine, Insomnia si concentra su un altro particolare… DeCeyt non sta degnando nemmeno di uno sguardo la sua nuova creazione.

I suoi occhi sono solo per la Chiave dello Zodiaco.

 

Sottoterra

Switch si siede su una roccia e si toglie la maschera, asciugandosi il sudore sulla fronte. Shades non sembra avere problemi.

-Si muore dal caldo qui… - si lamenta il teleporta.

-Questa discussione non uscirà da questa caverna, ci siamo capiti ? – minaccia l’uomo-ombra.

-Arriva al punto e piantiamola con le stronzate

-Vampiri.

-Cosa !?

-La Fondazione Candor è stata formata dai vampiri. Vampiri banchieri, per essere esatti… la specie peggiore. Avidi di soldi quanto di sangue, e privi di scrupoli persino per i miei standard.

-Dimmi che mi stai prendendo per il culo, Shades

-La loro immortalità gli permetteva di mantenere dei tassi di interesse risibili su somme gigantesche. Si nutrivano del sangue dei loro stessi impiegati e dei clienti che non riuscivano più a pagare…spesso trasformandoli a loro volta in vampiri. Puoi immaginarti quanto furono feroci le lotte intestine… ed anche io mi ero dato da fare per far fuori più succhiasangue possibile. Mi erano simpatici, ma sai, il lavoro…

-E DeCeyt sapeva tutto questo ?

-La Candor era in mano ai von Holzern, un’antica famiglia di aristocratici umani fedelissimi ai vampiri… e che era stata quasi completamente sterminata negli ultimi anni. Il fatto che la seconda famiglia più importante nell’organizzazione fossero i DeCeyt dovrebbe dirti qualcosa sul vero mandante, non credi ?

-Allora perché non lavoriamo per la “Candor LTD” ? Cosa ha bloccato DeCeyt ? – chiede Switch, che sta iniziando ad interessarsi parecchio alla vicenda. Non aveva mai veramente creduto alla favoletta del pavido professore, ma questo…

-Io, Switch. Le Ombre erano convinte che DeCeyt avrebbe condotto alla rovina la Candor, che volevano a tutti i costi tenere sotto controllo. Vedi, a DeCeyt mancava qualcosa per ripristinare la posizione della sua famiglia: un erede. Suo figlio era morto e lui non sembrava avere intenzione di averne un altro, ma se l’attuale Presidentessa della Fondazione Candor… Ezsébet von Holzern, una delle ereditiere più ricche del mondo nonché segretamente vampira purosangue… avesse generato un erede potenzialmente immortale e collegato direttamente ad una organizzazione occulta vecchia quanto la specie umana…

-Aspetta. Un. Secondo – si alzò immediatamente in piedi Switch, meravigliato.

-Vuoi dire che hai concepito Eclisse per evitare che DeCeyt potesse prendere il controllo della Fondazione Candor ? Relegandolo così ad una posizione di secondo grado ?

-Esatto – sorride Shades.

-E DeCeyt…sapeva tutto questo ? Dall’inizio ?

-Non che l’abbia mai ammesso – chiarì Shades – E forse non si è accorto nemmeno di lei. L’incantesimo che l’ha generata non fu molto elaborato, ed hai visto da solo il risultato… speravo che, unendo il potere dell’ombra con la malvagità dei vampiri, Eclisse potesse ereditare un potere enorme. Insieme avremmo trasformato l’umanità in una massa di vittime della sofferenza eterna… ma hai visto che razza di inutilità abbiamo generato. Tutto quel potere, ed un solo raggio di sole rischia di ucciderla.

-Sai che cazzo me ne frega di tua figlia, Shades ! DeCeyt sapeva tutto questo… e ha continuato a farsi coprire le spalle dalla Candore ti ha tenuto nel gruppo ? PERCHE’ !?

-Perchè la Candor mi ha usato per tenerlo sotto controllo, così come lui ha usato me per tenere sotto controllo la Candor. Nessuno dei due era così pazzo da mettersi contro l’altro, ma adesso… adesso DeCeyt ha la Chiave dello Zodiaco, Switch.

-Vuoi dire che hai paura che DeCeyt scopra che cosa hai fatto in tutti questi anni ?

-Quanto puoi essere idiota, Freeman !? DeCeyt si ricorda il nome di vittime che mi sono scordato anch’io ! Il Flagello Nero ha distrutto tutti i collegamenti di DeCeyt con la Candor… tutti i mezzi che aveva per controllarlo e finanziarlo.

-Hai paura che non abbia più bisogno di te e ti faccia fuori – capì Switch. Sapeva che, se fossero stati visibili sotto quegli occhiali, gli occhi di Shades avrebbero rivelato quella paura che a stento riusciva a nascondere.

-No, imbecille, DeCeyt non ha più bisogno di nessuno di noi. Ha la Chiave dello Zodiaco ed è abbastanza intelligente da usarla come gli pare e piace. Se DeCeyt ci vuole morti, noi siamo morti ! La Fondazione Candor non può più fare niente per fermarlo… loro, ed il fatto che non potesse fare tutto quanto da solo, sono l’unica cosa che finora gli ha impedito di realizzare tutto quello che voleva. Adesso niente potrebbe essere oltre la sua portata, e credimi, a DeCeyt importa degli altri esseri umani molto meno di quanto interessano a me.

-Quindi che suggerisci di fare ? Portargli via la Chiave ?

Shades non risponde subito. Pesa bene le parole successive, perché sa benissimo che potrebbero comportare la scelta più difficile che abbia dovuto prendere.

-Suggerisco di eliminarlo prima che sia troppo tardi – risponde l’ombra.

 

Quartier Generale della Villains LTD

Terra Selvaggia, Antartide

All’interno della nuova costruzione, tutti gli agenti attualmente in attività (ed in vita) della Villains LTD si sono radunati di fronte ad uno schermo gigante ultrapiatto, parte integrante della nuova base.

Una giornalista sta mostrando l’immagine di un uomo robusto e dai capelli ad un passo dall’essere rasati a zero, mentre con sguardo e sorriso beffardi posa per una foto della polizia.

-…figlio del noto industriale Damon Dran, Diamond è era considerato un membro importante dell’organizzazione criminale “Villains LTD”. L’avvocato Matt Murdock ha commentato la decisione di Dran junior di costituirsi come “una crudele beffa ai danni del sistema legale americano”, dichiarandosi molto preoccupato per il rischio di corruzione dei giurati nel futuro processo. Tra i commenti più recenti la presa di posizione di Tony Stark, che ha recentemente invitato tutti “gli industriali e i cittadini con un minimo di cuore e di buon senso” a restare il più lontani possibili da qualsiasi prodotto dal marchio Dran; Il multimiliardario Justin Hammer si è invece dichiarato solidale con il giovane Dran, incolpando i mass media e “numerose aziende senza scrupoli” di strumentalizzare qualsiasi collegamento con criminali super-umani, “non importa quanto labili”. Non ci sono ancora dichiarazioni ufficiali da parte dell’accusa o della difesa, ma questo si preannuncia sicuramente come uno dei casi più spettacolari e controversi della storia legale super-umana. Trish Tilby, New York, a voi studio.

 

Nel cuore della nuova fortezza, nascosto sul fondo del mondo, Augustus DeCeyt osserva la sua nuova Sala dei Monitor adagiato sul suo trono-poltrona.

Miss Link entra con cautela nella stanza di cui nessuno possiede la chiave se non il suo stesso creatore. Cammina con reverenza, quasi ipnotizzata dalla rotazione velocissima di immagini sugli schermi.

-Signore, il Barone Zemo ha accettato di incontrarla personalmente domani mattina nel suo castello… devo spostare l’incontro del pomeriggio con Viper ?

-Non sarà necessario, miss Link, dubito di impiegare troppo tempo per convincerlo. Curioso, non trova ? Un tempo avrei dovuto supplicare per incontrarli, subire le loro angherie, soddisfare i loro ego sovrasviluppati. Adesso, nonostante i loro piccoli eserciti, ho io il vantaggio della paura.

-C’è altro, signore ?

-Vada pure, miss Link. Non ho bisogno di altro, da nessuno, in questo momento.

La donna accenna un breve inchino, voltandosi verso l’uscita…quando qualcosa la blocca. Ultima gerarca fedelissima ad essere sopravvissuta al Flagello Nero… ed ex Imperatrice lei stessa… Link potrebbe tranquillamente parlare a DeCeyt come a un suo pari, in questo momento.

Adesso, con la stanza illuminata dalla spettrale luce della Chiave, ha paura anche soltanto di aprire bocca.

-Imperatore, se posso permettermi…sono sei giorni che non mangia niente, e non dorme da quando è entrato in possesso della…

-Stavo pensando, miss Link… - riflette ad alta voce DeCeyt, interrompendo a metà entrambe le frasi. La donna non ha il coraggio di incalzarlo. C’è forse qualcosa, in quella luce zodiacale, che la spinge a considerarlo un dio più di quanto non avesse fatto finora ?

-Studio gli esseri umani da più di cinquant’anni, ed ancora il loro comportamento sfugge alla mia comprensione. Credevo si trattasse di un errore di metodo, che col tempo avrei affinato con un approccio totalmente scientifico ed obiettivo. Tuttavia…

La tensione è ormai insopportabile. Link si decide a chiedere:

-Tuttavia ?

Augustus DeCeyt osserva il mondo tramite la sua Sala dei Monitor, attraverso la gloriosa luce della Chiave dello Zodiaco. La sua voce è monocorde e priva della benché minima emozione, come lo è sempre stata… ma è chiaro che qualcosa è profondamente cambiato.

-Credo di non aver pensato abbastanza in grande, finora. Gli esseri umani sono chiaramente una specie intellettualmente inferiore per colpa delle proprie emozioni…ecco perché non ho mai descritto matematicamente la loro complessità. Le emozioni non sono parte integrante della mente umana, sono un virus debilitante.

-Un virus che qualcuno dovrebbe…curare ? – chiede perplessa Link…no, questo non è decisamente il DeCeyt a cui ha giurato fedeltà.

Un DeCeyt che sta esitando, con un fuoco negli occhi sufficiente ad eclissare la Chiave stessa…un fuoco che dura solo un istante, ma che spaventa la donna più di qualsiasi orrore scatenato dal Flagello Nero.

-Mi lasci solo per favore, miss Link. Ho bisogno di pensare…

 

CONTINUA !